venerdì 22 gennaio 2010

Ora per quanto è possibile, si ricomnicia.

sabato 24 ottobre 2009

beh, dove sono i lettori? BENE,la gente preferisce stare dietro a blog di mera fotografia, o di consigli di vita, o di cucina, magari.
oggi ho visto: farfugliamenti, tentativi di approccio, cortesie e quant'altro. ne subii e ne ricevetti altrettanti.

sabato 17 ottobre 2009

lunedì 5 ottobre 2009

Tra parentesi: sono stata, perchè era sabato, in un posto dove tutti erano da poco maggiorenni.Si muovevano in modo strano, vestivano strano e la dj faceva alzare le braccia e cori a me sconosciuti. E' l'inizio della fine? Non siamo più il futuro?

Marta e il suo Blog.: The end of the world.

http://www.youtube.com/watch?v=Qgcy-V6YIuI&feature=PlayList&p=A61766B58BDAE29B&index=16&playnext=12&playnext_from=PLMarta e il suo Blog.: The end of the world.

The end of the world.

Buonasera a tutti, miei cari non-lettori, o per meglio dire imbattori (che si imbattono) del (nel) mio blog.
In questo momento ho numero quattro coinquilini giocanti davanti allo schermo della mega tivvù in sala. E' un gioco di inseguimenti e nascondigli, con una grafica malarica nel senso che il colore che predomina è questo giallo densissimo e ovunque sparse queste pozze d'acqua immobili.
Nel frattempo, a diversi metri dalla mia postazione tutt'altro che centrale so di persone che si stanno lentamente lasciando andare all'amore autunnale per ragazze piccole o magre, ed è francamente meraviglioso. Credo, forse incoraggiante.
So, anche di viaggi-scopo preparati molto frettolosamente, in capitali europee fredde e romantiche. Se avessi una radio, miei cari incappatori (che incappano) vi dedicherei un meraviglioso pezzo da mettere con luci basse per lavare i piatti con un poco di gioia, questo è per voi.

mercoledì 23 settembre 2009

Ritenta, DEVI essere più fortunato.

Il Giansenismo è una teoria teologica tanto interessante quanto brutale e si riassume più o meno così: essendo l'uomo destinato a strisciare sulla superficie terrestre con la corruzione tutta dentro l'anima e sotto le unghie, egli non può che peccare in ogni suo gesto quotidiano. L'unica svolta, e qui forse la teoria si incrina di un pacato banalismo, è di rivolgersi al Signore che tutto sa tutto vede e tutto perdona. Ma non solo: il tentativo di redenzione non è che uno degli step previsti, ovvero: tu peccherai, step 1. Cercherai di redimerti step 2. ti piegherai ad un secondo e terzo e quarto tentativo step 3. devi riuscirci o tutto sarà inutile e tu fonderai nel abisso fetido.Non c'è insomma alcuna possibilità di errore, nessun margine di sicurezza. E se ti senti apposto colla coscienza, dormi benissimo, presumi di avere un bel gruzzolo di amici, fi colazioni abbondanti mentre invece stai peccando chessò di superbia? E se abbandoni la fede e ti dedichi a qualcos'altro, e se finisci per non pensarci più?
Uno degli adepti era Jean Racine che altalenò passioni religiose a quelle teatrali. Chissà ora dov'è.

mercoledì 12 agosto 2009

Mustafà I, il nevrotico.


Mustafà I fu sultano dell'impero ottomano, per quattro anni complessivamente, dal 1617 al 1618 e dal 1622 al 1623. Ma andiamo per ordine, vediamo come andarono i fatti.
Nasce nel 1592 a Manisa a ovest da Istambul, e muore nel 1639, a quarantasette anni.
Suo padre, Mehmet III, aveva un primogenito, Ahmed I che era bello, buono e un ottimo spadaccino.
Perchè buono? Fu così carino da non assassinare suo fratello Mustafà I, come invece fece loro padre Mehmet III, che appena salito al trono, nel 1595, fece trucidare i suoi sedici fratelli, per assicurarsi la corona (la famosa "legge del fraticidio" n.d.a)
Perciò non era solo buono, Ahmed era un meraviglioso fratellone baldanzoso, pare sia stato l'unico sultano a prendere le redini del immenso impero quando ancora era minorenne.
Fatto sta che tutti gli volevano bene, era espertissimo nel importante arte della spada, ed un prode cavallerizzo.
Quando solcava spavaldo le onde della popolarità si fece costruire Ahmediye Cami, che ora viene soprannominata La Moschea Azzurra.
Successivamente la potenza dell'impero cominciò a traballare, perchè Ahmed s'era seccato di dimostrarsi interessato alla sorte dei suoi sudditi, appioppò le scartoffie ai ministri, gli apparati burocratici cominciarono a cedere sotto il peso della corruzione. venne indotto l'uso del tabacco, cosa del tutto eccezionale. I corridoi del palazzo risuonarono presto di macchinazioni sovversive bisbigliate negli angoli e di colpi di tosse catarrosa.
Nel 1617 muore di tisi.
E qui subentra il fratello sopravvisuto, il piccolo, esile Mustafà I. Certo suo fratello era stato tanto gentile da non ucciderlo, ma piano. Per tutta la durata del suo impero lo confinò infatti in una segreta. Quattordici anni vissuti intensamente.
Quando Ahmed muore, Mustafà fa un inchino e si fa posto nelle pagine di Wikipedia.
Ebbe un regno infelicissimo. Pare fosse un poco scemo, nevortico, comunque visibilmente alterato. Sarà per questo, forse, che dopo solo un anno fu preso per un orecchio e trascinato giù dalla scala dei potenti, in favore di suo cugino Osman II.
Mustafà ci mise quattro anni per capire cosa stesse succedendo, ma quando rinsavì lo fece tempestivamente assasinare. Tiè.
Ora. Non tutti i fratelli sono dei dispettosi vendicativi compari d'infanzia. Il fratello del ormai defunto Osman II, Murad IV, esasperato, chiude questo can can di omicidi, imprigionando il povero Mustafà I il quale dopo sedici anni di solitudine muore, di noia, probabilmente.
La morale è: Non uccidere tuo fratello neanche se attenta al tuo sacrosanto status sociale. Se hai un garage sbatticelo dentro.

martedì 11 agosto 2009

Bruno Persa è l'avvoltoio; quello basso.

Bruno Persa.
http://www.youtube.com/watch?v=A8OBvyh7PtA&feature=PlayList&p=C251B560B576D39A&playnext=1&playnext_from=PL&index=1

Bruno Persa.


Oggi ci dedichiamo ad un personaggio probabilmente notissimo al interno del suo giro, ma a me francamante sconosciuto. O meglio semi sconosciuto. La sua voce è famosissima. Il doppiaggio italiano è sempre stato al di sopra di un certo livello eurepeo, e raggiunse il suo picco circa trent'anni fa. Bruno Persa doppiò Humprey Bogart nel Il grande sonno. E uno dice che uomo meraviglioso che voce vellutata che adorabile stronzo.
Poi scopri che oltre al doppiaggio di film seri e belli e piuttosto importanti, la sua voce ha dato carattere al strepitoso Re Stefano nella Bella Addormentata Disneyana nel 1959, nonchè nel mitico Merlino della Spada nella roccia 1963 ("merlino-merlino-merlino-o", per i conoscitori) e attenzione-attenzione diede voce ad una bestiola che ancor oggi mi commuove. Si tratta del meraviglioso avvoltoio del Libro della giungla (1967), precisamente il volatile basso col becco strano tondo.
Si accettano proposte per nuovi personaggi.